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mercoledì 11 gennaio 2012

Passione Danza, interviste


Ciao ragazzi, siamo due ragazze che praticano danza da molti anni e nei nostri articoli parleremo proprio di questo. Siamo andati nella scuola di Faccio Danza a fare delle interviste alle allieve e alle insegnanti proprio sul perché della scelta di fare e insegnare danza; ecco qui ciò che ci hanno detto:

Le allieve:
1 Perché hai scelto di fare danza?
Marta: Perché fin da piccola mi è sempre piaciuto ballare.
Ilenia: Perché è una passione che ho da sempre.
2 A quanti anni hai cominciato?
Vanessa: Più o meno a 3 anni e  ho fatto il mio primo saggio
3 Che tipo di danza fai e perché?
Marta: Faccio danza classica perché è la base e moderna perché mi diverto e mi scateno
Ilenia: Classica, moderna, contemporanea perché mi ispirano e mentre ballo  mi scateno
4 Quante lezioni fai?E come ti organizzi con la scuola?
Marta: Vado a danza 2 volte a settimana e non ho problemi con la scuola perché ci danno pochi compiti
5 Pensi di proseguire con la danza?
Vanessa: Sì ,certo!
Ilenia: Sì, ho intenzione di proseguire.

Le insegnanti:
Marisa:
1 A quanti anni hai cominciato?
A 7 anni
2 Cosa ti ha spinta a diventare un’insegnante di danza classica?
Avevo la passione per la danza e volevo  dividere la felicità con le allieve
3 Esistono in Italia delle scuole  per diventare  insegnanti di danza?
Sì, sì chiamano di formazione professionale.
4 Io so  che oltre a insegnare danza classica insegni altri tipi di danza quali?
Danza contemporanea e moderna
5 Cosa pretendi dalle tue allieve?
Che prendano sul serio la danza, l’impegno la concentrazione e il divertimento ma soprattutto l’amore per la danza.
Stephanie:
1 Che cos’è la danza  moderna?e perché la insegni?
La danza moderna è più movimentata e ritmata e la insegno perché ho la passione e sono a contatto con i bambini.
2 Che cosa hai dovuto fare per diventare insegnante?
Ho dovuto frequentare l’accademia di danza a Cannes.
3 Si può diventare bravi ballerini di danza moderna senza conoscere la classica?
Beh la danza classica e moderna sono due danze diverse,la classica ti da le basi mentre la moderna dipende molto dalla classica,è preferibile farle tutte e due comunque si,si può essere bravi  ballerini solo di danza moderna.
Cristina:
1 Perchè hai scelto di insegnare il tip-tap una danza non molto praticata in Italia?
Perché attira l’attenzione dei bambini e dei ragazzi e poi diverte molto.
2 Perchè hai scelto di insegnare?
Perché poter insegnare era il sogno di sempre.
3 Ti piace di più insegnare ai più piccoli o ai grandi?
I più piccoli mi fanno sentire più grande i grandi danno una grande soddisfazione.

E voi in che tipo di danza vi immaginate???
Se vi è piaciuto l’articolo aspettateci……
Nel nostro prossimo articolo parleremo proprio dei generi della danza.

Desirée Mistretta e Valentina Sgrò
(Laboratorio Giornalino Web, Roverino)


venerdì 23 dicembre 2011

SIMONCELLI: la sua moto

disegno di Laura SIMONI
La moto di Simoncelli era una Honda RCV 212 "san Carlo Gresini".
Aveva un motore a 4 tempi cioè, un motore che va a benzina, con 4 cilindri a V, e con raffreddamento a liquido.
Inoltre, questa moto, da 800cc, pesava 150 kg, senza contare la benzina, e poteva contenere 21 litri di benzina e raggiungere la velocità di 340 km/h.
Aveva gomme Bridgestone con diametro 16,5” sia nella ruota anteriore che in quella posteriore, il freno anteriore con 2 dischi in fibra di carbonio con pinza monoblocco e quello posteriore con un disco idraulico hrc in acciaio con pinza, tutti e 2 a tamburo.
Infine questo bolide era dotato di un telaio con doppia trave in alluminio e di frizione multi disco a slittamento controllato.
Manuel Scintu & Gianluca SPATARO
(Lab. GiornalinoWEB, Roverino)


venerdì 25 marzo 2011

Un sogno in punta di piedi


Salve,
sono Veronica Valepiano, un'ex alunna delle Biancheri (3^G - anno scolastico 2008/2009). Tramite mia sorella ho scoperto il blog della scuola e mi piacerebbe pubblicare il mio tema sulla danza. Se ciò non fosse possibile, grazie lo stesso.
Di Veronica VALEPIANO
Un sogno in punta di piedi
Vestita di body, collant, pantaloncini, scarpette e con i capelli legati uno stretto chignon, entro in palestra e tutti i miei pensieri vengono annullati, come se quella stanza fosse sotto l'influenza di qualche magia che non ti fa pensare ad altro che alla danza. Appoggio la mano destra alla sbarra, mi preparo mentalmente e fisicamente: schiena dritta e addominali contratti per l'equilibrio, collo e spalle rilassati e testa pronta a seguire la mano. Iniziamo col solito riscaldamento: plié, di nuovo plié e grand plié, cambré e poi si ripete il grand plié. Sempre la stesso semplice esercizio, ma ogni volta è sempre un'emozione sentire i muscoli contrarsi, rilassarsi e stirarsi! E' una gioia indescrivibile sentire il corpo che duole sotto lo sforzo dell'esecuzione di una variazione perfetta! 
E' una soddisfazione immensa togliersi le punte a fine lezione e scoprire che sul quarto dito del piede si è formata una bolla; in quel momento non penso al male che mi farà quando camminerò, ma capisco che mi sono davvero impegnata,che oggi sono migliorata un pochettino di più! Non posso certo sperare di diventare un'Eleonora Abbagnato o una Carla Fracci, ma mi impegno, ci metto tutta la mia forza di volontà durante le lezioni, dalla sbarra, al centro fino alla diagonale. 
Ogni tanto mi capita di vedere, in televisione o al computer, dei ballerini professionisti e un po' mi emoziono: osservo la perfezione dei loro movimenti, la leggerezza dei loro grand jeté, il modo armonioso in cui muovono le braccia e la facilità con cui compiono tutta la serie di saltelli, piroettes e prese. 
Penso che dopotutto anche loro hanno iniziato come me. Ricordo ancora la prima volta che ho varcato la soglia della palestra: sulle specchio il riflesso di una timida bambina di 6 anni, alta per la sua età, ma un po' paffutella, mi guardava. Marisa, la nostra insegnante, ci aveva fatto mettere alla sbarra e ci aveva insegnato il nostro primo esercizio. Così ha cominciato a crescere la mia passione, da un dégagé un po' storto ed un plié con le ginocchia troppo in avanti per essere considerato tale. Lezione dopo lezione la danza ha preso un posto nel mio cuore che, anche se non dovessi più continuare, rimarrà sempre riservato a lei.

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