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mercoledì 20 giugno 2012

Allegri momenti sportivi a Roverino

Vi presentiamo una selezione di fotografie dai tornei di fine anno scolastico:
L'amicizia va al di là della tifoseria per la propria squadra

"Gli sfigatini" di 1B, vincitori del torneo di Basket, con la loro Coordinatrice-Coach

Le ragazze di 1A esultano a fine partita - in primo piano: Mia, felice

Baskettisti di prima con l'arbitro Gabriele Lubatti dello Sport Club Basket
 I "magnifici" di 2B -vincitori del torneo di Basket
Fans di 1A
Pubblico...non pagante!
Martina e Gaia della 2A....con la maglietta "fai da te"!

Le ragazze "pon-pon" della squadra 1B "Gli sfigatini"




prof.ssa Anna Maria Giovannelli

giovedì 14 giugno 2012

TORNEI SPORTIVI di fine anno... (BIS)

Ecco un'altra selezione di simpatiche immagini dei tornei sportivi organizzati, negli ultimi giorni di scuola, dalla prof.ssa Giovannelli per i plessi di Roverino e Ventimiglia Alta.








Fotografie a cura della prof.ssa Anna Maria Giovannelli

TORNEI SPORTIVI di fine anno scolastico...

TORNEI SPORTIVI di fine anno scolastico alla Biancheri di ROVERINO e di Ventimiglia Alta

Venticinquesimo anno di Tornei organizzati dalla docente di Scienze motorie e Sport
Prof. Anna Maria Giovannelli. 
Presso la Palestrina di Ventimiglia Alta ben sessanta ragazzi si sono confrontati nei giochi della Palla Rilanciata e del Dodgeball; quest'ultimo, ha avuto un consenso generale da parte dei settanta allievi del plesso. In tutti loro tanta voglia di giocare e grande "Fair play".
Mentre al Palaroya di Roverino ben centotrenta ragazzi sono scesi sui campi di Tennis tavolo, Basket e Pallavolo. Si è esibita anche la squadra di UniHokey della Prof.ssa Paolino.
 Una grande e bella Festa dello Sport... voglia di confrontarsi, divertirsi e, magari,  anche vincere, ma sempre guidati da un giusto e doveroso spirito sportivo.

Chi non ha giocato si è divertito a preparare, in maniera del tutto autonoma, balletti, striscioni, canti e pitture sui volti per sostenere la propria squadra in campo.
Di quì la considerazione: quando ai ragazzi una cosa interessa e piace, la risposta scatta spontanea e immediata!?!

Nell'ultima partita, l'ormai tradizionale  Pallavolo per le classi terze aribitrata dalla Prof. Giovannelli, si sono ritrovati a tifare per la squadra preferita tutti gli allievi, i docenti e le bidelle...canti, slogan, bandiere, cartelloni, urla come non si sentivano da anni!
E' stato davvero un bellissimo momento corale, a chiusura di un anno scolatico che ormai guarda alle meritate vacanze.

Nel gioco del Basket, la Prof., ha avuto la grande fortuna di essere supporta da un valido "giovanotto" che ha conquistato la simpatia di tutti: il Sig. Gabriele Lubatti dello Sport Club Basket Ventimiglia "- imprestato" gentilmente dal Dirigente Sig. Marco Garnero.

Per questo la Prof. ringrazia sentitamente entrambi. Si prevede per il prossimo anno scolastico un gemellaggio tra Scuola e Sport Club Basket perchè a Roverino la Pallacanestro piace proprio tanto!
Buone vacanze a tutti i ragazzi e un grande "in bocca al lupo" a chi è sotto esami! 
Anna M. Giovannelli

lunedì 4 giugno 2012

UNI HOCKEY a Roverino


UNI HOCKEY


Ciao ragazzi! 
Oggi vi parleremo di un laboratorio sportivo iniziato quest'anno a Roverino, che ha suscitato interesse e voglia di fare nei ragazzi: Uni Hockey. 
Questo laboratorio, condotto dalla prof.ssa Marilisa Paolino, dà la possibilità di conoscere un nuovo sport e ha l'intenzione di farci socializzare, migliorando la nostra integrità. L'Uni hockey è nato negli USA negli anni '50 ed è ufficialmente praticato in 48 nazioni.


Abbiamo rivolto alcune domande ai ragazzi che frequentano il Laboratorio:
-Da quanti elementi è formata ciascuna squadra?
 Noi giochiamo con un massimo di 4 persone per ciascuna squadra. Abbiamo un portiere e 3 giocatori.
-Quanto dura ciascuna partita?
 Le partite sono suddivise in tempi. Noi ragazzi, qua a scuola, facciamo durare  ogni tempo circa 40 minuti.
-Quali attrezzi vengono utilizzati?
 Qui a scuola disponiamo di una mazza per ciascun ragazzo, una pallina bucherellata con cui poter giocare, e porte di piccole dimensioni perché la pallina scivola sul campo e non rimbalza come in tutti gli altri giochi. Bisognerebbe inoltre disporre di una balaustra posta sulla circonferenza del campo, per evitare che la pallina scivoli fuori, e bisognerebbe disporre anche di caschi per proteggere la testa da eventuali urti.
-Quante sono le regole dell'Uni Hockey?
 Le regole fondamentali sono 16 e noi le sappiamo tutte a memoria, ma le regole dell'Uni Hockey sono molte di più.
-Vi sono stati conferiti riconoscimenti come ad esempio coppe?
 Non ancora ma ci sarà un torneo l'ultima settimana di scuola: speriamo bene!!
-Sono mai capitati incidenti aventi come causa la scarsa capacità dei ragazzi di utilizzare gli attrezzi?
 No, per ora no... Speriamo mai!!
-Vi diverte questo laboratorio? Continuereste a frequentarlo?
 Si, è molto divertente! Noi ragazzi non vediamo l'ora che arrivi il mercoledì pomeriggio per poter giocare! È uno sport meraviglioso!!!


Laura, Marta, Veronica
(Redazione del Giornalino Web)




sabato 2 giugno 2012

"Una sirena spensierata"

La Poesia



UNA SIRENA SPENSIERATA

Vorrei volare con la fantasia,
dovunque,
però non ci riesco,
ho paura di tentare,
ho paura di non essere accettata,
ho paura di essere umiliata.


Vorrei gridare, 
vorrei gridare che cosa sarei con la mia fantasia,
ma ho paura.
Ho paura,
paura e,
solo paura.


Con la mia fantasia,
io sarei una sirena,
libera,
che nuota,
e che non pensa ai problemi che ha,
una sirena spensierata in libertà, 
questo sarei.
                             

Chiara Basilii,1B Roverino

mercoledì 30 maggio 2012

lunedì 14 maggio 2012

Ricreazione

La fotografia
Roverino, un momento di allegria prima del rientro pomeridiano. 
Nella foto: Daniel, Olivier, Lorenzo (3B)

"Due grandi amici"

Il racconto

C'erano due amici, uno di nome Marco e uno Paolo; giocavano sempre insieme.
Un giorno però Marco dovette partire perché suo padre doveva lavorare.
Quando Marco parti i due si misero a piangere ma poi passò tutto.
Mentre marco volava per andare in Giappone i due si mandarono messaggi e chiamate.
Quando Marco arrivò a destinazione c'era subito una signora che li portò nella loro casa in affitto.
La casa era molto grande: aveva due bagni giganti, quattro camere, due saloni, uno per mangiare e uno per guardare la tv, ecc.
Marco lì conosce subito un ragazzino di 11 anni come lui. Marco prende subito confidenza con Bruce il ragazzino inglese che si trovava lì perché anche suo padre si era dovuto spostare per lavoro.
Loro due, Marco e Bruce diventarono migliori amici, Marco fino a dimenticarsi di Paolo.
Quando Marco tornò si mandarono messaggi solo con Bruce e allora Paolo subito era un po' curioso ma poi Marco gli raccontò tutto.
Da quel giorno Paolo diventò geloso.
Marco però non aveva dimenticato Paolo anzi gli disse che lì si era annoiato molto e che era meglio lui, allora Paolo sorrise e ritornarono a giocare insieme. Per tutta la vita stettero vicini e amici come sempre.
Danilo Misitano
1B Roverino

venerdì 11 maggio 2012

La discesa agli Inferi

Il disegno
GLI INFERI
di Rebecca Ballestra
Ermes e Persefone al cospetto di Ade
Disegno di Rebecca Ballestra, 1B Roverino

sabato 5 maggio 2012

"UNO STRANO NATALE"

 Il racconto
UNO STRANO NATALE
di Francesco Bedini
Un Babbo Natale diverso dal solito, nel racconto di Francesco Bedini.
Cinque amici di mezza età, di nome Giovanni, Paolo, Luca, Martina e Sara, un giorno, ricevettero un biglietto di invito anonimo per passare le vacanze di Natale in un castello non molto lontano. I cinque amici ne discussero un po’ ma non individuarono l’anonimo proprietario del castello; decisero comunque di andare pensando ad una festa a sorpresa o un invito di un amico.
La mattina del 24 dicembre 1973, Giovanni, Paolo, Luca, Martina e Sara, con le loro valigie partirono per raggiungere il castello. Dopo un'oretta di viaggio iniziarono a salire una stradina di montagna desolata ma piena di decorazioni natalizie. Alla fine della stradina, in cima, trovarono il castello: era tutto illuminato da luci natalizie e decori bellissimi. I cinque amici aprirono la porta e trovarono subito una lettera sul tavolo che diceva: “Tantissimi auguri di Buon Natele, nel castello troverete molte cose inaspettate ma non vi preoccupate!”. Paolo, una volta letta la lettera, la mise in valigia e non si preoccupò di nulla. Gli amici cercarono di capire chi poteva averla scritta; non arrivarono ad una conclusione e scherzando ringraziarono l’anonimo autore per gli auguri di Natale.

Martina e Sara andarono in cucina per preparare la cena, mentre Giovanni, Paolo e Luca raggiunsero le stanze del piano superiore con le valigie. La cucina era perfetta, non mancava nulla; allora decisero il menù da cucinare per la cena di Natale e con molto entusiasmo prepararono tutto. Gli altri, al piano di sopra, perlustrarono tutte le stanze tranne una chiusa a chiave. Sistemarono bene le valigie e misero tutti i regali in un sacco natalizio per la sera.
Alle nove tutti si sedettero a tavola ed iniziarono la cena; mangiarono di tutto e quando scoccò la mezzanotte Luca andò a prendere il sacco dei regali di Natale, vide la porta della stanza non visitata socchiusa e ciò lo inquietò, andò comunque a prendere il sacco dei regali che era vuoto. Fu assalito alle spalle da qualcuno che con un coltello affilato lo uccise e lo mise nel sacco; l’assassino uscì dalla finestra con il sacco contenente il cadavere.
Dopo un po’ i quattro amici cominciarono a chiamare Luca per capire dov’era quando sentirono bussare alla porta d’ingresso, Martina credendo fosse l’anonimo amico che li aveva invitati andò ad aprire la porta e trovò Babbo Natale. Lo fece entrare e lo invitò a tavola. Babbo Natale non parlò molto e dopo averli salutati, prima di andarsene, disse: “chi di voi tornerà?” Sara, colpita da quella frase, andò all’uscio ma quando aprì la porta non lo vide più e trovò solo il sacco dei regali macchiato di sangue e contenente qualcosa. Chiamò terrorizzata gli altri tre amici. Portarono il sacco dentro e quando lo aprirono trovarono al posto dei regali il cadavere di Luca. Allora i quattro amici rimasti andarono nelle stanze del primo piano per cercare qualche indizio ma una volta arrivati nelle camere trovarono nella stanza che prima era chiusa a chiave tutti i regali sparsi sul pavimento
Martina, Sara e Giovanni corsero fuori dal castello per salire in macchina e fuggire; quando aprirono la porta però non videro la macchina, ma solo un coltello insanguinato, quello che probabilmente aveva ucciso Luca. Si fecero coraggio e cercarono di prenderlo quando vennero investiti dalla loro macchina e accoltellati a loro volta. Paolo non sentendoli più si affaccio alla finestra e vide i loro tre cadaveri schiacciati dalla macchina. Lui, ormai sicuro della sua brutale fine si chiuse in bagno e decise di passare la notte là. La mattina fece chiaro presto e decise coraggiosamente di uscire dal bagno, guardandosi bene intorno scese le scale e sul tavolo trovo tutto il pranzo pronto e Babbo Natale seduto lì ad aspettarlo. Scese le scale e in silenzio si sedette al tavolo apparecchiato, chiese addolorato a Babbo Natale il perché di tutti quei delitti ma il vecchio non rispose, Paolo molto preoccupato rimase là seduto, immobile ma quando Babbo Natale si alzò per dirigersi in cucina, Paolo vide la lama di un coltello sotto la cintura, allora si alzò in silenzio e scappò, salì in macchina e allontanandosi vide sullo specchietto retrovisore Babbo Natale con in mano quel coltello che aveva ucciso i suoi amici. In quel momento capì tutto, il proprietario del castello sotto le sembianze di Babbo Natale era un crudele assassino che era ricercato nella zona da molti anni per aver commesso tanti efferati delitti!
Francesco Bedini
1B, Roverino

giovedì 3 maggio 2012

"FORTE VENTO"


La poesia
FORTE VENTO
di Laura Simoni

Forte vento sferza il mio viso 
e io chiudo gli occhi,
mi lascio accarezzare.

Svanisce,
improvvisamente;
è strano un momento fa era qui e ora...

Lo sento tornare
impetuoso
carico di energia e di emozioni;
emozioni che alle persone ha portato via
con un lieve tocco.

Corro
il più lontano possibile, ma
lui è veloce: vola!

Mi raggiunge.

Percepisco un lieve tocco.

mi sento svuotare, priva di pensieri e capisco.
Si porterà per sempre appresso ogni mio pensiero.

È lui.
Forte vento

Laura Simoni
3B,  Roverino

mercoledì 2 maggio 2012

CONTRO IL LAVORO MINORILE


I DIRITTI DEL FANCIULLO CONTRO IL LAVORO MINORILE

Da parte delle aziende dolciarie multinazionali c’è lo sfruttamento minorile nelle piantagioni di cacao. Inoltre, se si rifiutano di obbedire agli ordini vengono picchiati e maltrattati, se va bene, fanno un pasto al giorno, poco nutriente, quindi soffrono la fame. Se osano bere di nascosto vengono puniti severamente con il salto del pasto e vengono anche picchiati.
Questo è ingiusto perché ogni bambino ha il DIRITTO ALLA VITA. I Governi si impegnano a garantire a tutti i bambini la VITA e un’INFANZIA VERA.
I bambini NON DEVONO PATIRE LA FAME, DEVONO POTER RICEVERE LE MEDICINE, POTER ANDARE A SCUOLA E AVERE TEMPO PER IL GIOCO. Qualsiasi fanciullo ha il DIRITTO DI RIMANERE CON I PROPRI GENITORI e non deve essere allontanato da essi, se questo dovesse avvenire, il fanciullo deve essere affidato a PERSONE COMPETENTI. Comunque deve avere una crescita  ed un’ infanzia serena, pertanto quando i genitori divorziano il fanciullo deve avere la possibilità di vederli entrambi.
Il Comune deve fornire ASILI NIDO, SCUOLE E CENTRI DIURNI dove i bambini possono passare la giornata, in caso i genitori non potessero tenerlo durante il giorno per motivi di lavoro.

Luca Lo Bello e Francesco Bedini
1b Roverino

La Cena ebraica a Roverino

Video a cura del prof. Dino Palmero
Racconto della cena ebraica

Il 26 marzo è stato un giorno molto bello per noi ragazzi della I A di Roverino, perché ci siamo preparati per il momento più importante per gli Ebrei: la cena pasquale.
La professoressa Stancati ci ha divisi in quattro gruppi da sei e ci siamo adoperati per preparare alcuni piatti tradizionali: il pane azzimo e tre tipi diversi di charoset, dolci a base di frutta fresca, frutta secca, spezie e vino. Noi abbiamo deciso di preparare le diverse varianti sia per curiosità, sia perché una di queste non prevedeva l’alcool, così anche i compagni di religione musulmana avrebbero potuto assaggiare senza problemi.
Il giorno seguente la professoressa Stancati con l’aiuto di Alessandro e Omayema ha apparecchiato una lunga tavola in mensa, mettendo a capotavola un piatto e un calice di legno, perché è usanza per gli Ebrei preparare un posto in più per l’arrivo del profeta Elia. In ogni piatto erano presenti tre pezzetti di pane azzimo ed un uovo sodo, che ciascuno di noi aveva portato da casa.
Alla seconda ora, durante la nostra lezione di Religione, dopo esserci preparati a questo evento, ci siamo recati in mensa per la celebrazione. Quando eravamo tutti seduti, la prof.ssa Venturelli ha distribuito un foglio sul quale venivano spiegati tutti i passaggi da svolgere per eseguire correttamente i riti della cena ebraica.
Sul tavolo, oltre alle pietanze da noi preparate, erano presenti anche le erbe amare (sedano), acqua e aceto. Ciascuno di questi cibi ha un significato: lo charoset ricorda i mattoni impastati con argilla e paglia, preparati dagli Ebrei quando erano in Egitto; le erbe amare, la sofferenza della schiavitù; il pane azzimo, il fatto che non avevano avuto tempo di farlo lievitare, a causa della fuga.
A un certo punto il più giovane di noi, Badr, si è alzato in piedi e ha formulato una domanda, che tutt’ora viene ripetuta in occasione della cena ebraica: “Perché questa sera facciamo questo?”; la professoressa Venturelli ha risposto “Facciamo questo in ricordo della Pasqua ebraica”. Poi abbiamo preso i pezzetti di pane e li abbiamo disposti uno sull’altro; la professoressa ci ha detto di prendere quello centrale e di spezzarlo: una parte l’abbiamo messa sotto il piatto, l’altra l’abbiamo mangiata.
Dopo aver letto alcuni passaggi, Adriano ha aperto la porta per far entrare il profeta Elia; la professoressa ha letto ancora alcune frasi di rito ed è stato distribuito il sedano con l’aceto, che abbiamo mangiato insieme allo charoset, gustando, nello stesso tempo, sapori dolci e amari. Infine, abbiamo consumato liberamente tutto il resto del cibo.
Al termine di questa cerimonia abbiamo cantato tutti insieme “Alla fiera dell’Est”, che è un canto tradizionale ebraico.
Queste giornate sono state per noi molto belle, emozionanti ed istruttive, perché abbiamo lavorato insieme come una vera “squadra”, abbiamo ottenuto un buon risultato e abbiamo imparato le usanze di un’altra cultura.
Questa esperienza la ricorderemo per sempre!
Gli alunni della I A di Roverino  



venerdì 20 aprile 2012

"...mi sento al settimo cielo"

I BULLI


Per me i bulli sono persone che hanno problemi… il più delle volte derivano dalla mancanza dei genitori a casa.
 Avendo questi problemi hanno bisogno di mettersi in mostra. Non trovando persone con cui confidarsi, si sfogano con atti di sopraffazione verso i più deboli.
Io ho subito personalmente degli atti di bullismo, che mi hanno rovinato la vita dell’ultimo anno di scuola primaria. Hanno cominciato a prendermi in giro. Mi hanno coinvolto nel prendere in giro una mia amica. In seguito mi scaricarono tutta la colpa addosso. Mi tormentavano, non avevo più amici della mia età. Tornavo tutti i giorni a casa piangendo, dicendo che mi avevano, di nuovo, fatto un torto. In un primo momento le maestre e i miei genitori, pensavano  che fossi pazza. Poi però, i bulli hanno iniziato a tormentare i bambini più piccoli. I genitori si sono lamentati, ma io sono finita a fare 10 sedute di autostima dallo psicologo. Ma non mi sono servite a niente!
I bulletti  continuavano a prendermi in giro. Sono arrivati a tal punto da picchiarmi, tagliarmi il dizionario e da buttarmi il cappello nel water. Se la prendevano pure con mio fratello più piccolo di 7 anni. Le insegnanti, naturalmente, non vedevano mai niente e come al solito non veniva mai punito nessuno. Io avevo paura di andare a scuola, anche perché in quei giorni non c’ era la mia maestra preferita. Purtroppo le era mancato il marito. Poi lei ha superato il suo dolore e ha dato molto sostegno morale anche a me. GRAZIE MAESTRA MARISA!!!
Adesso sono alle medie, i miei compagni di classe sono tutti miei amici e mi stimano tantissimo! I vecchi compagni li vedo di passaggio sul pulmino, non danno più fastidio. Nella scuola di Roverino mi sento al settimo cielo!!
 W LA SCUOLA
&
 ABBASSO I BULLI    
   
 Rebecca Ballestra 
1^ B Roverino
(Giornalino Web)

"COME SASSI NEL MIO CUORE"

La poesia

COME SASSI NEL MIO CUORE
di Laura Simoni

Emozioni profonde trafiggono il mio cuore;
come coltelli, come sciabole.

Sembrano sassi.
Sassi, pesanti come il mondo.
Sono tante e troppo pesanti per me.

Cado.
Non posso muovermi, non posso rialzarmi;
troppo dolore mi affligge.

Non riesco a respirare.
Perdo i sensi e rimango lì,
inerte,
inconsapevole delle lacrime calde che rigano il mio viso.


Laura Simoni
3B, Roverino

sabato 14 aprile 2012

Ping Pong - Roverino

PING PONG - Giochi Sportivi Studenteschi - Fase Provinciale
Articolo e foto: prof.ssa Giovannelli
Andrea Scarfone 3B -  Danilo Rea 2A - Alessio Santaiti 3A - GianLuca Spataro 3B
Bordighera, 13 Aprile 2012   
Quattro "pongisti" della scuola media di Roverino hanno partecipato alla gara sportiva di Tennis Tavolo classificandosi al secondo posto dopo i ragazzi della Scuola Media di S.Lorenzo, già campioni regionali a livello Federazione T.T.
I nostri ragazzi - privi di Federazione e di Gruppo Sportivo come lo scorso anno in cui si classificarono al primo posto accedendo alla fase regionale di Genova - si sono difesi egregiamente abbinando all'apprezzabile piazzamento un lodevole comportamento sportivo.
BRAVISSIMI! 
La Prof. Giovannelli

I 4 Pongisti con i ragazzi di San Lorenzo al mare, tutti medagliati!



giovedì 12 aprile 2012

Mercatino a Roverino


Il 3 aprile 2012, nel Plesso di Roverino, in occasione del ricevimento parenti, si è tenuto un mercatino con vendita di oggetti prodotti dai laboratori di Cucina e Bricolart
Lo scopo di questa attività era quello di raccogliere fondi per poter acquistare materiale scolastico, ad uso dei ragazzi della scuola.
Gli oggetti esposti andavano da biscotti a oggetti in panno (coniglietti, galline, ecc), tutti prodotti dagli alunni della Scuola Media di Roverino.
Il mercatino è stato allestito nell’atrio della scuola; hanno partecipato alla vendita degli oggetti alcuni genitori dei ragazzi di 3^B.

Laura, Marta, Veronica
3B Roverino
L'Albero di Pasqua realizzato dalla prof.ssa Carli

Particolare dell'Albero di Pasqua.

Il banchetto del mercatino allestito nell'atrio del plesso di Roverino.

Alcuni dei biscotti realizzati dagli alunni della prof.ssa Stancati.

Composizione realizzata nel laboratorio di BricolArt.

Composizione realizzata nel laboratorio di BricolArt.


"GIGI E LE ORECCHIE A SVENTOLA"

Il racconto

Nella scuola di Vattelapesca nessuno aveva mai visto le orecchie di Gigi, perché non si toglieva mai il cappuccio della felpa.
Tutti gli dicevano di toglierselo ma lui non lo toglieva perché non voleva esssere preso in giro dagli altri bambini per le orecchie a sventola.
Un giorno un ragazzino andò da lui e gli disse: "Perché non ti togli mai il cappuccio? Hai forse un problema?". Gigi restò in silenzio per qualche secondo e poi rispose: "Sì, ho un problema ma mi vergogno molto a dirlo".
Il bambino a un certo punto gli disse: "Sai, non ti dovresti vergognare: molti bambini come te potrebbero avere il tuo stesso problema! Prendi me ad esempio: io non vedo molto bene, però mi accettano tutti e poi tu sei molto simpatico e se hanno accettato me accetteranno anche te. Ma comunque tu che problema hai?".
Gigi rispose: "Io ho le orecchie a sventola, sembro l'elefantino Dumbo, è possibile anche che io riesca a volare!".
Il bambino gli disse: "Vieni con me. Io mi chiamo Samuele".
Allora Samuele prese Gigi per mano e lo portò dai compagni e chiese a tutti se volevano vedere le sue orecchie. Tutti risposero di sì, e allora Gigi si tolse il cappuccio. Gigi aveva i capelli così belli che nessuno si accorse delle sue orecchie e dopo quel giorno Gigi e Samuele diventarono migliori amici e nessuno lo prese mai più in giro.
Sharon ANDREACCHIO
1B Roverino

Laboratorio di scrittura creativa:
"Riflettere su di sé. Sai valorizzarti? "

lunedì 2 aprile 2012

"Se questo è un uomo...", video

Video realizzato dagli alunni della scuola media di Roverino.
Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:

Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un si o per un no.

Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d'inverno.

Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.

Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.

Ripetetele ai vostri figli.

O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.
Primo LEVI

domenica 1 aprile 2012

"PRIGIONIA"

POESIA

PRIGIONIA
di Artiom BERRO

Vorrei cantare,
pioggia su mare,
ma non ci riesco,
intrappolato nell’obelisco
delle emozioni,
dalle limitate azioni.

Vorrei girare il mondo,
senza andare in tondo,
intrappolato in questa sfera,
scatenando una bufera;
finendo questa prigionia
e mi riprendo la vita mia.

Artiom Berro, 1^B Roverino

Articoli a caso...

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